Storia dell’APD Incrocio Pontecagnano Faiano
Una sfida nata dal cuore, cresciuta con la passione, diventata un punto di riferimento per un’intera comunità.
Vent’anni fa, quando tutto era solo un’idea sussurrata tra amici, nessuno poteva immaginare quanto lontano sarebbe arrivata quella scintilla.
L’Associazione Sportiva Dilettantistica Incrocio nasce così: dall’entusiasmo puro, dalla voglia di costruire qualcosa che parlasse di sport, di giovani, di condivisione e di futuro.
A dare forma a quell’idea furono Antonio Vecchione, Alfonso Palumbo e Antonio Bernardo, tre persone unite da un sogno semplice ma potente: creare uno spazio dove lo sport potesse diventare occasione di crescita e di comunità.
L’associazione si costituisce ufficialmente con Filippo D’Arminio come primo presidente, Giulio Martorelli vicepresidente e con Vecchione segretario–tesoriere.
Le origini: i piccoli passi che cambiano tutto
All’inizio, i progetti sono pochi, le risorse limitate, ma la convinzione è enorme.
La vera svolta arriva quando la Polisportiva si affilia alla Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV), ottenendo il codice societario 130660385 e nominando Francesco Granozio come nuovo presidente.
È in questa fase che la società inizia davvero a prendere forma.
Nella palestra della scuola primaria “Dante Alighieri” nascono i primi gruppi di minivolley: felicità, palloni leggeri, spazi stretti e sogni larghi.
E proprio lì, su quel pavimento consumato, si accende una passione destinata a durare.
Sin dagli albori, un ruolo fondamentale lo ha Alfonso Palumbo, tecnico che non solo allena, ma costruisce, plasma, semina.
È lui che dà vita e struttura a un movimento giovanile fatto di sorrisi, entusiasmo e coraggio.
Da quel nucleo iniziale nasceranno generazioni di atleti e atlete che negli anni porteranno con orgoglio il nome dell’Incrocio.
La crescita del settore giovanile: quando il sogno diventa movimento
L’aumento delle adesioni è rapido, spontaneo, naturale. Le attività si trasferiscono presto nella palestra della scuola media “Picentia”, che diventa il cuore della formazione Under: uno spazio più grande, più accogliente, più adatto a un progetto che sta crescendo giorno dopo giorno.
La Polisportiva amplia anche la propria offerta introducendo i corsi di ginnastica ritmica, confermando una vocazione inclusiva e una visione ampia dello sport.
È un periodo di entusiasmo, di allenamenti serali, di prime vittorie e grandi speranze.
Ogni atleta che entra in palestra sa che farà parte di qualcosa che va oltre il gioco: un percorso, una famiglia.
Il punto di svolta: la gestione delle strutture sportive
Uno dei momenti più importanti — forse il più determinante — arriva quando la Polisportiva Incrocio si aggiudica, tramite un bando europeo, la gestione delle principali strutture sportive comunali di Pontecagnano Faiano.
È un salto di qualità enorme.
Un passaggio che cambia tutto: programmazione, qualità del lavoro, presenza sul territorio.
In questa fase, brilla la figura del Direttore Sportivo Antonio Bernardo, il cui ruolo diventa strategico.
La sua competenza, la sua capacità gestionale e l’organizzazione puntuale trasformano la società in una realtà moderna, efficiente, credibile.
Sotto la sua guida, la gestione degli impianti diventa un esempio di ordine, cura e professionalità, creando le condizioni perfette per lo sviluppo dell’intero movimento sportivo.
L’Incrocio oggi: un punto di riferimento che continua a crescere
Oggi l’APD Incrocio è molto più di una società sportiva.
È un simbolo per Pontecagnano Faiano, un luogo dove i giovani trovano non solo un allenatore, ma un educatore; non solo una squadra, ma un gruppo; non solo uno sport, ma un modo di crescere insieme.
Le squadre giovanili competono con entusiasmo e qualità nei campionati provinciali e regionali, guidate da tecnici preparati e appassionati che hanno scelto di fare la differenza in campo e nella vita degli atleti.
Vent’anni dopo, il sogno di quei tre amici è diventato una realtà che continua a rinnovarsi, ad imparare, a costruire, a ispirare.
Una realtà che guarda avanti, consapevole che la strada è lunga, ma altrettanto certa che, come sempre, la percorrerà insieme.